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Un deserto di neve di 200km a 40 gradi sotto zero: è questa il terribile percorso che i nostri alpini hanno dovuto affrontare di ritorno dalla fallimentare e tragica spedizione in Russia durante la seconda guerra mondiale. La seconda via è il primo film a raccontare questa clamorosa disfatta che è costata la vita a decine di migliaia di italiani. Scritto e diretto da Alessandro Garilli, il lungometraggio esce nelle sale il 26 gennaio 2023, in occasione dell’ottantesimo anniversario della ritirata di Russia e della Prima Giornata Nazionale della Memoria e del Sacrificio Alpino.

La seconda via segue la disperata fuga degli ultimi sei sopravvissuti della compagnia 604, un gruppo di alpini esperti di montagna e basse temperature, ma alle prese con una impresa più grande di loro. La lunga marcia per fuggire dal fronte russo è ricostruita in maniera semplice ma curata, sia dal punto di vista dei costumi che dell’immersione storica, grazie all’uso frequente dei dialetti tipici delle regioni del nord. Il regista fa di tutto per restituire la terribile condizione a cui erano costretti i soldati italiani: pressati dal nemico, in condizioni climatiche estreme e senza l’attrezzatura adatta per sopravvivere.

Al racconto della ritirata si aggiungono diverse linee temporali, in una continua alternanza che lentamente fa confondere il piano della realtà a quello del ricordo e del sogno. I soldati interpretati da Ugo Piva, Nicola Adobati, Sebastiano Bronzato, Simone Coppo, Giusto Cucchiarini e Stefano Zanelli cercano in ogni modo di trovare gli stimoli per sopravvivere vagando col pensiero ai momenti felici del passato. Nei frequenti flashback la patria Italia appare come un luogo luminoso e caldo, dove gli affetti più cari attendono il ritorno dei soldati al fronte. Ma non mancano anche scene legate alla campagna di Russia, in cui emergono toccanti momenti di cameratismo in cui i personaggi si raccontano l’un l’altro. In tutte queste sequenze il canto popolare diventa elemento ricorrente e fondamentale per creare unità di spirito e trasmettere gioia anche in un contesto incerto e colmo di paura.

Seppure si tratti di un film a budget non altissimo – la produzione è di QualityFilm e Angelika Vision con RS Productions e in collaborazione con Rai Cinema – La seconda via riesce nel suo importante obiettivo testamentario, impreziosito anche dalla partecipazione straordinaria di Neri Marcorè, che presta il suo volto alla causa. La forza di una storia tanto tragica quanto vera passa con tutta la sua intensa drammaticità, offrendo al pubblico un racconto che non lascia pietà né vie di fuga – se non quelle del sogno – esattamente come senza pietà è stata la terribile campagna di Russia. I sogni spezzati dei soldati, delle loro madri e mogli, trovano qui dunque uno spazio doloroso ma necessario.

 

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