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Con l’incasso registrato ieri 26 ottobre, Il colibrì, portato al cinema da 01 Distribution, ha superato i 2 milioni di euro al box office; per un film italiano non accadeva da marzo, con l’uscita della commedia Corro da te. Il percorso commerciale del lungometraggio di Francesca Archibugi non è certo finito, vista l’ottima tenitura che sta registrando. Cinecittà News ne ha parlato con Luigi Lonigro, direttore di 01 Distribution.

Come spiega le ragioni di questo successo?

Il colibrì è la dimostrazione di come i progetti cinematografici pensati per incontrare i gusti del pubblico alla fine vengano premiati. Il film parte da un romanzo di grandissimo successo; può contare su una bellissima sceneggiatura, una regista di primaria importanza e su un cast straordinario. A differenza di Corro da te che era una commedia, Il colibrì è un film drammatico che tratta temi molto delicati e controversi; nonostante questo non solo ha debuttato nel week-end del 14 ottobre con 800mila euro ma ha registrato una straordinaria tenitura nel fine settimana successivo, aspetto che ha dimostrato come anche il passaparola abbia funzionato.

Cosa cerca il pubblico nei film italiani?

Gli spettatori ricercano le grandi storie, film che si differenzino dal prodotto presente sulle piattaforme e che li portino a uscire di casa per andare al cinema. Fortunatamente sto registrando un lento recupero di attrattiva e risultati del nostro cinema. Ci sono segnali che lo stanno a indicare.

Ci può indicare i più importanti?

Oltre al successo de Il colibrì, leggo in modo molto positivo anche l’incasso de Il signore delle formiche di Gianni Amelio, anche in questo caso non un film dalla tematica semplicissima, che ha avuto una vita lunghissima al cinema e che è stato tra i principali successi dei titoli presentati alla Mostra del Cinema di Venezia. Reputo molto positivo anche il box office di Siccità di Paolo Virzì. La vera sorpresa della stagione, per me, è però rappresentata da Dante di Pupi Avati che ha raggiunto 1,5 milioni di incasso e che continuerà a rimanere in sala a lungo. Si conferma che le storie forti che caratterizzano la vita e la storia del nostro Paese, se raccontate dai grandi maestri, diventano successi al cinema.

Lei ha citato titoli che si sono segnalati per il ritorno al cinema di un target adulto.

Sicuramente si tratta di film che hanno il target adulto come primario ma sappiamo anche di moltissimi giovani che sono andati a vedere Il signore delle formiche e Dante; per il film di Pupi Avati sta accadendo - anche se più in piccolo per la fase storica che il mercato cinematografico sta vivendo - quanto capitò con Il giovane favoloso di Mario Martone. La rilettura della vita di un grandissimo autore e poeta della nostra letteratura ha incuriosito le giovani generazioni che sono andate al cinema non solo nelle matinée scolastiche ma anche nei fine settimana. Noto che si sta ricreando un clima di simpatia rispetto alla produzione italiana grazie a bei film che generano un passaparola convinto; rimane questo il principale e più forte veicolo promozionale.   

Cosa si aspetta dalle prossime uscite?

Sono curioso di vedere come andranno La stranezza di Roberto Andò e Caravaggio di Michele Placido. La stranezza parla di Sei personaggi in cerca di autore e di una parentesi della vita di Luigi Pirandello mentre Caravaggio tratta di un personaggio molto affascinante e cinematografico come il pittore Michelangelo Merisi. Lo spettatore non cerca più la storiella facile e spensierata che trova comodamente nelle library delle piattaforme streaming a prezzi competitivi. Credo che la strada che in questo momento la produzione ha intrapreso possa rappresentare un vero trampolino di lancio per la nostra cinematografia; tante grandi opere in successione, diverse ma legate da un unico fil rouge, ovvero trattare argomenti importanti e storici in modo moderno e sorprendente, con grandi autori e artisti.

All’appello manca la commedia.

Vedremo cosa accadrà da dicembre. Mi riferisco al prossimo film di Aldo, Giovanni e Giacomo, al nostro Tramite amicizia di Alessandro Siani, forse il suo film più divertente. Penso anche a Vicini di casa con Claudio Bisio e Valentina Lodovini di Medusa o a Tre di troppo di Fabio De Luigi nel listino di Warner. Tutti titoli che contengono elementi innovativi; la vera scommessa è capire quale sarà la risposta del mercato. Queste quattro commedie ci faranno capire se anche il prodotto nazional popolare di grande confezionamento, che in questo periodo sembra non interessare più gli spettatori, farà tornare al cinema il grande pubblico.

Il cinema italiano si dovrà inserire in una più complessiva ripresa del settore.

Sarà un processo lento. Il grande scossone al box office lo darà Avatar – La via dell’acqua ma io sono in attesa di vedere la risposta anche per Babylon di Damien Chazelle o per The Fabelmans di Steve Spielberg; sono in arrivo diversi film internazionali molto forti e interessanti.

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