/ ARTICOLI

TORINO - Due film del TorinoFilmLab sono approdati nel programma del 36° Torino Film Festival, dopo aver riscosso successi in altre platee internazionali: L'ospite di Duccio Chiarini e Land di Babak Jalali. E' stata l'occasione per fare il punto su questa importante iniziativa di cui Savina Neirotti è direttrice esecutiva e anima: 11 anni di film sostenuti (83 in totale) a partire dalla fase di sviluppo e fino alla produzione e distribuzione con titoli come A Ciambra e Touch me not - l'Orso d'oro dell'ultima Berlinale - nel carniere. "TorinoFilmLab - ha spiegato Neirotti - riunisce tre momenti separati: lo sviluppo, la produzione e la distribuzione. Ogni anno ci propongono quasi 800 progetti e ne sviluppiamo 30/40, tutte opere prime e seconde. Con il Meeting Event abbiamo un mercato di coproduzione in cui 600 sales agent da tutto il mondo vengono ad ascoltare i pitch". E ha aggiunto: "Adesso ci stiamo dedicando all’audience design, per capire come raggiungere il pubblico di nicchia, il caso di Menocchio di Alberto Fasulo in questo senso è significativo, perché il lavoro accurato sul pubblico ha dato risultati interessanti. Ognuno di noi si lega a un film perché ha punti di contatto con le sue passioni e i suoi interessi, la strada è trovare un rapporto intimo con gli spettatori". E su questo tema TFL mette a disposizione uno studio, Audience Design, disponibile sul sito online.

Il 41enne Duccio Chiarini, che aveva portato la sua opera seconda L'ospite a Locarno in Piazza Grande (leggi l'articolo) ed è ancora alla ricerca di una distribuzione per l'Italia, racconta: "Due anni fa siamo venuti qua col mio primo film, Short Skin, sviluppato in Biennale College. Con il produttore Tommaso Arrighi abbiamo preso parte al Framework con la sceneggiatura di questa opera seconda, L'ospite appunto. La necessità di sintetizzare nei pitch ti aiuta a trovare verità più profonde nella storia e a riadattarla. Grazie al premio per la produzione del TFL tutto è andato più velocemente, inoltre il direttore di Locarno Chatrian, vedendo qui alcune scene, ha manifestato il suo interesse, decidendo poi di selezionare il film". L'ospite, scritto dal fiorentino Chiarini, con Roan Johnson, Davide Lantieri e Marco Pettenello, ha un cast piuttosto originale in cui spiccano il protagonista Daniele Parisi, Silvia D’Amico, Anna Bellato e Thony, e una scrittura fresca e sincera, non priva di autoironia, che sulla linea portante del film generazionale, parla dei quasi 40enni tra confusione relazionale e incompiutezza lavorativa. Niente di nuovo, quindi, ma si empatizza con il protagonista, in crisi con la compagna che a una probabile gravidanza preferisce un lavoro in Canada, e che, andato via di casa, peregrina da un divano all'altro facendosi ospitare dai genitori o dagli amici per scoprire - morettianamente - che nessuna coppia è felice. 

In Land, scritto e diretto dall'iraniano Babak Jalali, classe 1978, ci troviamo nella riserva indiana di Prairie Wolf per un film di finzione che attinge a un contesto reale, quello dei nativi americani. Si tratta di una co-produzione a molte voci con Italia (Asmara Films e Rai Cinema), Francia, Olanda e Messico, che arriverà in sala con Asmara Films a inizio 2019. "La sceneggiatura - precisa Jalali - è stata scritta dopo ricerche e conversazioni con le persone che vivono in quei luoghi, volevo soprattutto raccontare quelli che si barcamenano in una vita apparentemente senza speranza, ma Land non è un documentario".  (leggi l'articolo da Berlino)
Jalali, iraniano cresciuto in UK, ha preso parte anche lui al TFL Framework in una fase iniziale del progetto che era totalmente italiano, ma ovviamente avendo un set negli Usa covava una vocazione internazionale. "Dopo Torino - racconta - ho trovato co-produttori francesi, olandesi e messicani. Poi, con il primo girato, ho partecipato alla sezione Coming Soon di Torino dove la produttrice Ginevra Elkann lo ha presentato ai possibili partner". Quest’anno Jalali è tornato al Lab in giuria. 

Paola Malanga, vice direttore di Rai Cinema, sottolinea le affinità tra la sua società, principale coproduttore di cinema italiano, e il TFL "che ha il merito di aprire la realtà italiana verso mondi altri e Rai Cinema ci tiene ad allargare gli orizzonti. Anche il prossimo progetto Piccolo corpo di Laura Samani, prodotto da Nadia Trevisan, sta nascendo in questo ambito che dà voce a un cinema libero, aperto e diverso".

Intanto l'undicesima edizione del TorinoFilmLab si è conclusa con l’assegnazione di 15 premi a sostegno dello sviluppo, della produzione e della distribuzione per un valore totale di € 433.000. 

Ecco i riconoscimenti assegnati da una giuria internazionale composta da Cameron Bailey (Canada), direttore artistico del Toronto International Film Festival; dalla programmatrice ed esperta di co-produzioni Teresa Cavina (Italia); dal citato Babak Jalali; dalla produttrice e Alumna TFL Ankica Jurić Tilić (Croazia) e da Paolo Moretti (Francia), nuovo delegato generale della Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes:

2 TFL Production Award (per un totale di € 80.000):

Piccolo corpo di Laura Samani (Italia/Slovenia) – € 40.000

The Woodcutter Story di Mikko Myllylahti (Finlandia) – € 40.000 

4 TFL Co-Production Award (per un totale di € 200.000):

Costa Brava, Lebanon di Mounia Akl (Libano/Francia/Svezia/Norvegia) – € 50.000;

The Settlers di Felipe Gálvez (Cile/Argentina/Danimarca) – € 50.000;

Blood and Water di Jianjie Lin (Cina) – € 50.000

You Are There di Nicole Midori Woodford (Singapore/Giappone) – € 50.000 

3 TFL Audience Design Fund Award (per un totale di € 120.000) – a supporto di strategie innovative per l’audience engagement al momento della distribuzione – a:

A Land Imagined di Yeo Siew Hua (Singapore/Francia/Olanda) - € 40.000;

Made in Bangladesh di Rubaiyat Hossain (Francia/Bangladesh/Danimarca/Portogallo) - € 40.000;

The Play di Alejandro Fernández Almendras (Cile/Francia/Repubblica Ceca/Corea del Sud) - € 40.000 

Il premio di € 8.000, elargito da CNC – Centre national du cinéma et de l'image animée - e dedicato allo sviluppo di uno dei progetti proveniente dal programma ScriptLab, è stato assegnato a

Alcarràs di Carla Simón (Spagna); con una menzione speciale assegnata dalla Giuria CNC a The Root Crown di Katarzyna Gondek (Polonia) 

Hamilton Behind The Camera Award – Talent for the Future, premio conferito dal marchio orologiero svizzero Hamilton a uno dei progetti ScriptLab, prevede un premio in denaro del valore di € 5.000 come sostegno per lo sviluppo della sceneggiatura, nonché la consegna di un orologio dedicato al cinema al regista autore. È stato assegnato a Therefore I Am di Wregas Bhanuteja (Indonesia)

VEDI ANCHE

TFF 2018

Ad