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CANNES - “Un’esperienza straordinaria, di grande cinema” dice Spike Lee, presidente di Giuria, in riferimento al compito cui è stato chiamato a ricoprire dal 74mo Festival di Cannes, che l’ha omaggiato dal sin dalla locandina 2021, un inchino al suo Lola Darling (1986), cura che il regista newyorkese non ha mancato di riconoscere nelle sue prime parole della cerimonia di chiusura, una serata molto costruita tra l’intensità emotiva e il tono lieve da siparietto comico, complice lo stesso Presidente.  

Subito dopo il nome di Marco Bellocchio s’è amplificato nella sala del Grand Théâtre Lumière, per la consegna della Palma d’Onore: ha fatto prima il suo ingresso Paolo Sorrentino, salutando in italiano: “Buonasera”, cui subito è seguita la lettura di una lettera dedica al maestro (leggi l'articolo). Una selezione di immagini tratte dalle sue opere, da I pugni in tasca a Vincere, cui hanno fatto seguito ancora poche parole del regista partenopeo, per poi accogliere – standing ovation della sala – l’ingresso del regista di Bobbio, con gli occhi lucidi e le braccia conserte, come a proteggersi: “Grazie, continuiamo a parlare in italiano. Non ho più nulla da dire… da aggiungere… Desidero ringraziare il Festival e un grande direttore, anche un amico, Frémaux. Volevo condividere questo premio con una serie di persone, coloro che fanno parte anche della mia famiglia allargata – elenca sorelle, fratelli e figli –, tra cui Simone (Gattoni, co-produttore), una sorta di figlio adottivo. Sicuramente mi dimentico qualcosa, sono molto emozionato ma volevo onorare la memoria di Michel Piccoli, con cui ho lavorato splendidamente, che proprio nel Palais che non esiste più, con la bella e grande Anouk Aimée, sono stati vincitori della Palma per le Migliori Interpretazioni per Salto nel vuoto. Venendo qui ho pensato che le buone, riuscite, cose che ho fatto, hanno sempre combinato due concetti: l’immaginazione e il coraggio. L’una e l’altro sono necessarie nel nostro mestiere. Il pittore dipinge in casa, lo scrittore pure… Il regista deve avere coraggio. Mi accorgo che le cose di cui sono più soddisfatto sono state fatte con un atto di coraggio: se l’ispirazione non si scontra con una realtà che spesso è ostile, che si oppone, non può trasformarsi in immagine. E basta, grazie”, conclude un commosso Bellocchio.

Lee – in un momento ilare, che lascia il dubbio d’essere stata una messa in scena pensata (lui s'è scusato nella conferenza stampa ufficiale) più che uno spassoso imprevisto, per cui “per errore” ha annunciato subito la Palma d’oro, sotto l’occhio della divertita apprensione gli altri membri della Giuria - passa poi la parola all’attrice Adèle Exarchopoulos (La vie d’Adèle), che premia la Miglior Interpretazione Maschile: Caleb Landry Jones per Nitram di Justin Kurzel. 

Richiamato in scena Lee, a tener viva la scia dell’ironia innescata appena prima, entra Rosamund Pike per consegnare il Prix della Giuria, ex aequo a: 

Ha’Berech di Nadav Lapid 

Memoria di Apichatpong Weerasethakul, che non manca di ringraziare Tilda Swinton, in sala, parlando di “un grande e generoso incontro, che ha animato la mia fiamma con eleganza e grazia. Memoria parla delle vibrazioni della memoria, che il cinema permette di rappresentare, un grande sogno possibile se ci affidiamo reciprocamente a queste sensazioni”. 

Il premio per la Miglior Interpretazione Femminile a Renate Reinsve per Verdens Verste Menneske di Joachim Trier, che l’attrice riceve tra copiose lacrime, ringraziando la Giuria.

Per il premio alla Migliore Sceneggiatura la presidente di Un Certain Regard, Andrea Arnold, annuncia: Ryusuke Hamaguchi & Oe Takamasa per Drive My Car; Hamaguchi ringrazia l’autore del romanzo originale, e tiene a dire che non sarebbe stata possibile la sceneggiatura senza la collaborazione a quattro mani con Takamasa. 

Per la Miglior Regia premia Valeria Golino, che annuncia: “Un punto di vista forte per questa regia, in cui l’essenzialità è fondamentale” e così è premio per Leos Carax, dietro la macchina da presa di Annette; il premio viene ritirato dagli Sparks, autori della sceneggiatura e delle musiche del film. “Un progetto narrativo davvero differente. Carax è un grande regista francese, che noi ringraziamo per aver dato vita alla nostra idea in immagini, con entusiasmo. E un grande grazie ad Adam Driver e Marion Cotillard, Simon Helberg e alla giovane attrice Devyn McDowell”, le parole dei due fratelli.

Il Grand Prix della Giuria, penultimo premio annunciato, consegnato da Oliver Stone, a Cannes con JFK Revisited: Through the Looking Glass, che parla del premio a: “un film non scritto per essere commerciale o rispondere a qualche algoritmo. Un titolo breve che condensa il senso tutto”, riferendosi ad Ghahreman (A Hero) di Asghar Farhādi, che condivide ex aequo il riconoscimento con Hitty N.6 di Juho Kuosmanen. 

24 le opere in Concorso - tra cui Tre piani di Nanni Moretti, che non rientra nel palmarès cannoise 2021 -, alcune tematiche o sentimenti ricorrenti – anche trasversali alle sezioni – come, per esempio, il soggetto giornalistico (France e The French Dispatch), l’erotismo (Benedetta, Titane, The Red Rocket) o la malattia mentale (Les Intranquilles, Nitram), ma anche il cinema intellettuale che si sente perfettamente a proprio agio in contesti festivalieri, come Memoria di Apichatpong Weerasethakul, ma per la Giuria di Lee - Mati Diop (Francia), Mylène Farmer (Francia), Maggie Gyllenhaal (USA), Jessica Hausner (Austria), Mélanie Laurent (Francia), Kleber Mendonça Filho (Brasile), Tahar Rahim (Francia, Algeria), Song Kang-ho (Corea del Sud ) - la via maestra ha portato a scegliere Titane di Julia Ducourneau, autrice francese alla sua seconda opera, 28 anni dopo la Palma a Lezioni di piano di Jane Campion

Nel continuum del “siparietto” per cui Spike Lee rischia sempre di annunciare fuori luogo il titolo della Palma d’oro, viene chiamata sul palco Sharon Stone, che dice: “Sono stata qui come attrice, come giurata, come pubblico, e adesso per consegnare il più prezioso riconoscimento, la Palma d’oro”, per cui prende per mano il Presidente, lo porta accanto a sé, e annuncia il film con protagonisti Vincent LindonAgathe Rousselle, che subito raggiungono l’autrice sul palco, applaudita standing ovation da tutto il Lumière. “E’ magnifico, incredibile, essere stasera su questo palco, è solo il mio secondo film. Il mio film non è perfetto, qualcuno lo giudica mostruoso, ma mostruosità che attraversa il mio lavoro è una forza che rompe la 'normalità'. Grazie alla Giuria di aver accettato un universo più fluido e inclusivo”, le emozionatissime parole della regista francese.

I premi del 74mo Festival di Cannes: 

Palma d’oro 

Titane di Julia Ducournau

Palma d’Onore 

Marco Bellocchio

Grand Prix della Giuria, ex aequo 

Ghahreman (A Hero) di Asghar Farhādi

Hitty N.6 di Juho Kuosmanen

Prix della Giuria, ex aequo

Ha’Berech di Nadav Lapid 

Memoria di Apichatpong Weerasethakul

Miglior Regia

Leos Carax per Annette

Miglior Interpretazione Maschile

Caleb Landry Jones per Nitram 

Miglior Interpretazione Femminile

Renate Reinsve per Verdens Verste Menneske

 Miglior Sceneggiatura 

Ryusuke Hamaguchi & Oe Takamasa per Drive My Car

 Miglior Opera Prima – Premio Camera d’Or 

La presidente della Giuria del Premio, Mélanie Thierry, parla di: “un tourbillon cinematografico: è difficile scegliere un’opera prima, quella scelta esplora il desiderio con sensibilità”: Murina di Antoneta Alamat Kusijanoviuc, presentato in Quinzaine des Réalisateurs 

Miglior Cortometraggio 

Tout les Corbeaux du Monde di Tang Yi 

Miglior Cortometraggio, Menzione Speciale della Giuria

Le Ciel du Mois d’Août di Jasmine Tenucci 

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